Part 37 (2/2)
Qui mor la Gilda, maga Sotto il nome di Menzaga; Qu mor, nel suo pallore, Per l'amor d'un trovatore!
XII.
Stravolto l'amante s'inchina; Ei mira la mesta donzella.
Velata e la maga, ma bella, Coll'occhio che pianger non sa.
--O donna, l'amor t'indovina ...
Tu, Gilda, t'ascondi cola!
XIII.
Nel mondo non v' e la sembianza Di tale e di tanta beltade!
Non cresce per queste contrade Ne giglio ne spirto d'amor.
Tu sola tu sei la Speranza Che tenni qua stretta sul cor.
XIV.
Tu sola tu sei la mia dama, La gioja e l'onor della vita; Tu sola, donzella romita, Del mondo la diva sei tu.
L'amor ti conosce, e la fama; Ne manca l'antica virtu.
XV.
Ma dove e la fe del pa.s.sato Che tanto brill nella festa?
L'amore, l'onore, le gesta D'un tempo che presto fugg?
Fu vero? L'ho forse sognato?
Tu pur l'hai sognato cos!
XVI.
La maga intenta ascolta il suo galante; Ride, si scioglie il velo e guarda il Sire.
Rossa diventa e bianca in uno istante, E poi s' asconde il viso e vuol fuggire.
Corre nei bracci suoi lo fido amante; E favellar vorria nel suo giore...
XVII.
--Deh! taci, oh taci! Al mondo ovunque e doglia.
Gilda son io. Ti bacio e son contenta.
Pianger non so se non per pazza voglia Come la strega allor che si lamenta ...
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